Gignese - IL CIRCOLO OPERAIO

Per chi non lo sapesse esisteva in quel di Gignese, Via Regina Margherita, il Circolo Operaio. Era un locale semplice, un grosso stanzone con tavoli e sedie, la cucina. Era il posto dove la mattina, gli uomini, andavano a bere il bianchino o il vermut o il vermut chinato, luogo di incontri e chiacchiere.
Mi ricordo alcuni dei gestori, la mamma della Jonne Minzoni, il Marcello Grassi con la moglie, e mi sembra per ultimi la mamma dei fratelli Zani la Nella.
Era un posto di ritrovo per gli uomini, la mattina per gli “aperitivi” a mezzogiorno andavano a mangiare gli operai che, o mangiavano quello che faceva la cucina o ordinavano da bere e mangiavano del loro. Al pomeriggio interminabili partite a carte che, se passavi nei pressi, li sentivi bestemmiare e inveire contro il socio che aveva sbagliato a tirare una carta. E li discussioni su discussioni.
Alle 17 poi si smetteva di lavorare ed allora il Circolo si riempiva di muratori, giardinieri, operai insomma che, dopo la giornata di lavoro, venivano a bere il calice o il quartino o il mezzo o il litro, tutto dipendeva dal numero che erano al tavolo o al banco.
Verso le 18/18.30 se entravi non riuscivi a distinguere le persone dal fumo che c’era, e se dovevi parlare con qualcuno dovevi gridare perchè tutti parlavano a voce alta.
Lì potevi trovare mio padre, Gino dal Pian di Ghet, Bado, Domenico detto Cinghiale, il Giop, Luigi del Cascinone, Ciano, Salerno, Settimo, Terzo, da Sovazza trovavi il Bocia e gli operai della Forestale che aspettavano il pullman e via via tutti i pensionati e non solo, tutte persone ormai scomparse, ma che colorivano Gignese.
Si sa che a lungo andare, un bicchiere tira l’altro, la mente si offusca, e quindi giù discussioni e litigate, Combattenti contro Banda, Partigiani contro Banda e Combattenti e così via discorrendo. Fino a quando il gestore avendone piene le tasche iniziava a gridare …..se ghi voja da ruzzà a né dat fora…prendendone magari anche uno per la marsina.
I nomi da fare sarebbero tantissimi, ma basti dire che la popolazione maschile di Gignese dai 30 anni in su passava almeno una volta al Circolo, tranne gli “spuzzina”cioè quelli che pensavano non fosse un locale fatto per loro, anche se al Circolo venivano fatti affari, ristrutturazioni, taglio piante, ville da pulire ecc. ecc…..Queste persone erano tutti dei forti bevitori, vino, grappa ecc. e poi, magari, finito al circolo, si distribuivano tra i vari locali che Gignese offriva, il Mutin, La Micia o pomposamente Osteria della Fontana, il Cavour, Pandin o Tea Bar o all’Albergo Due Riviere.
Anche noi giovinastri si andava ogni tanto al circolo, mi ricordo la Nella che ti guardava negli occhi e ti diceva….ti nienti vin tighe mia 18 ann….aranciata, spuna, gazzosa, quello che di analcolico offriva la casa. Si andava per farci quattro risate o sentire storie di guerra, sapere come era Gignese prima ecc. ecc.
Poi tutto finì, finirono i fondi dei tesserati, non si trovò più chi gestiva il locale e pian piano scese l’oblio anche sul Circolo Operaio.
G.M